Tempo stimato per la lettura: 1 minuto, 9 secondi

Siete qui: Home » carceri »

La disumanità delle carceri italiane

Tempo stimato per la lettura: 1 minuto, 9 secondi

000 Vorrei vivere in un Paese in cui i detenuti possano scontare la giusta pena, invece di essere trattati come bestie, scrivevo qualche ...

Tempo stimato per la lettura: 1 minuto, 9 secondi

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Vorrei vivere in un Paese in cui i detenuti possano scontare la giusta pena, invece di essere trattati come bestie, scrivevo qualche giorno fa. La situazione delle carceri italiane, come spiega lVIII Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione(*), è davvero insostenibile. Nel 2011 vi sono state 186 morti, 66 suicidi: 44 per impiccagione, 12 per inalazione gas (da bomboletta butano), 6 per avvelenamento, 4 per soffocamento. Numeri che non vengono fuori per caso. Il 30 settembre 2011 nelle nostre carceri erano presenti 67428 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 45817 unità. Vi erano cioè 21611 detenuti in eccesso. Solo il 55% dei detenuti era dentro per condanna definitiva. 14.639 persone erano in attesa di primo giudizio. Dei 24.401 detenuti stranieri, il 20,2% viene dal Marocco, il 14,8% dalla Romania, il 13,1% dalla Tunisia, l’11,2% dalla Albania. Delle 1.182 detenute straniere presenti il 22,6% viene dalla Romania, il 15,9% dalla Nigeria.
Una cosa è certa: chi propone come soluzione al problema la costruzione di nuove carceri non sa di cosa parla. Perchè, invece, non investire in pene alternative? Dati alla mano, nel primo semestre 2011 solo lo 0,46% delle persone in misura alternativa ha commesso reato. Perchè non depenalizzare certi reati? Al 30 giugno 2011 erano 28.092 le persone ristrette per reati previsti dalla legge sulle droghe. Ed è davvero necessario e ragionevole che le persone arrestate con la prospettiva di stare recluse per uno o due o tre giorni salvi gli esiti del processo siano arrestate?
Cerchiamo di porre fine a questo scempio. Prima possibile.

Note:
Il rapporto è dell’Associazione Antigone.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Restiamo in contatto

Puoi seguirmi su Twitter e mettere un sulla mia pagina Facebook o restare aggiornato abbonandoti (gratis) al feed . Puoi inoltre iscriverti alla mia newsletter inserendo il tuo indirizzo di posta elettronica.

E-mail


© Powered by Ma2 per Pietro Raffa | Cookie

Scroll to top